ANGOLA EXPEDITION

Lubango | Leba Pass | Giraul | Namibe | Tchitundu Hulu | Arco Lake | Relitto Vanessa |

Baja Dos Tigres | Foz du Kunene | Iona National Park | Mohimba | Oncocua | Cuanama | Chibia | Lubango

DATA PARTENZA:

DURATA: 13 giorni in loco (12 notti)

ACCOMODATION: nr 3 pernottamenti in guesthouse/lodge a Lubango, n. 1 pernottamento a Namibe e nr. 8 pernottamenti al campo (wild camp)

TRASPORTO: fuoristrada 4×4 (3/4 passeggeri + autista a seconda del tipo di auto)

ITINERARIO

1° giorno: VOLO DA LUANDA A LUBANGO
Arrivo all’aeroporto di Lubango, incontro con la guida e trasferimento al lodge. Pranzo e cena liberi. Pernottamento in lodge in BB.

2° giorno: LEBA PASS – GIRAUL – NAMIBE
Proseguimento verso il Leba Pass (1600 m.), uno dei passi più spettacolari d’Africa. Nella regione, incontro con l’etnia Mucubals e le loro estese coltivazioni lungo il fiume (in secca) Giraul. L’abbigliamento sobrio è composto da un pareo e da una stoffa colorata per coprire il capo delle donne, che si cingono il seno e indossano una o due cavigliere di ottone. Namibe, un tempo chiamata Moçamedes in onore del barone allora governatore dell’Angola, con i suoi edifici coloniali, è oggi il terzo più importante porto del Paese. Pranzo a picnic e pernottamento in Hotel in BB. Cena libera.

3° e 4° giorno: TCHITUNDU HULU – ARCO LAKE
Tchitundu Hulu: il più importante sito di arte rupestre dell’Angola. Come le Tsodilo Hills in Botswana il sito è su colline di granito che rappresentano il padre, la madre e il bambino. Pitture astratte o non bene identificati animali sono accompagnate da soli e costellazioni. Incisioni su granito rappresentano le stelle a forma di spirali collegate l’un l’altra dando origine a costellazioni che come per incanto ci conducono alla grotta “solare”. Al termine della guerra civile, gli angolani pensarono di sostituire il simbolo della loro bandiera con il disegno di un sole ispirato alle pitture di Tchitundu Hulu. Purtroppo questo rimase solo un desiderio, il macete e l’ingranaggio simbolo della rivoluzione permangono sulla bandiera angolana. Il giorno successivo proseguiamo per Arco Lake e la valle del Curoca per scoprirne le singolari formazioni rocciose. Pensione completa (pranzi a picnic, cene e pernottamenti al campo).

5° e 6°  giorno: RELITTO VANESSA – BAIA DOS TIGRES
Ci addentriamo nel Parco Ione gestito dal 2019 da African Parks, delimitato a nord ed a est dal Rio Curoca, a ovest dall’Oceano Atlantico ed a Sdu dal fiume Cunene. Lungo la costa, troviamo il relitto Vanessa, grande peschereccio arenato nel 2006 e quasi completamente inghiottito dalle sabbie del deserto. Percorrendo il bagnasciuga si raggiunge la suggestiva  Baia Dos Tigres, il paesaggio che circonda la bia è davvero mozzafiato, le alte dune scendono morbide sulla spiaggia in una cornice incantevole. La sabbia si colora di cromature cangianti che vanno dall’ocra al marrone scuro. Somiglia al manto di una tigra la Baia dos Tigres, che nelle giornate terse regala panormai indimenticabili: a 360° sabbia e oceano si uniscono e si dividono danfo origine a una visione magica. All’orizzonte si intravede una città che sembra galleggiare sulle onde, la “città fantasma” un tempo abitata da coloro che lavoravano nella fabbrica conserviera dove si inscatolava il pesce. Pensione completa (pranzi a picnic, cene e pernottamenti al campo).

Baia dos Tigres; vista mare con fantasmi, è uno dei luoghi più misteriosi e sconosciuti d’Africa. Essa è costituita da una fetta di costa protetta da un’isola nel sud dell’Angola a pochi chilometri dal confine con la Namibia e quindi dalla foce del fiume Kunene. Qui le dune del deserto del Parque National do Iona arrivano fino all’Oceano Atlantico creando un muro di sabbia lungo circa 40 chilometri con una sola via di fuga più o meno a metà percorso. Le dune formate dalla Corrente del Benguela che soffia da sud hanno striature di sabbia viola e ocra che insieme al giallo della sabbia ricordano il manto della tigre. Da qui il nome “Baia dos Tigres”. A 12 chilometri dalla costa, su quella che ora è diventata un’isola, sorge la città fantasma un tempo florido e ricco avamposto che viveva di pesca e di commercio. La costa è spesso avvolta dalla nebbia soprattutto al mattino e soprattutto nella stagione invernale ma nei giorni tersi dalla spiaggia si può distinguere benissimo la silouette del paese con la chiesa, le case, e la fabbrica dove il pesce pescato veniva inscatolato, che galleggia a pelo dell’acqua. Il commercio era floridissimo e da qui partivano scatolette di pesce dirette in tutto il paese. Col trasformarsi della penisola in isola sempre più mangiata dal mare, gli abitanti hanno lasciato la città ora deserta e abbandonata, per tornare sulla terraferma. Questi posti furono scoperti dai portoghesi che navigavano queste rotte cercando vie alternative per il commercio con l’Oriente ed oggi la baia deserta è ora abitata solamente da fenicotteri, foche e tartarughe che dividono il pescosissimo mare con delfini e squali, oltre chiaramente ai fantasmi.

7° giorno: FOZ DU KUNENE – ESPINHEIRA
Lasciamo alle nostre spalle la Baia dos Tigres in direzione della foce del Cunene percorrendo a tratti la battigia ed a tratti la vecchia pista costeggiata dall’acquesdotto funzionante fino al 1962, l’anno in cui una volenta mareggiata spezzò la penisola, isolando per sempre la città della Baja dos Tigres. Lungo il tragitto si possono avvistare foche, fenicotteri, pellicani e con un pò di fortuna sciacalli e le iene brune. Arrivo alla foce del Kunene, avvolta da un’aria frizzante e pungente che amplifica i sensi di odori, colori e visioni primordiali: un tappeto di cormorani neri si innalza fluttuando nell’aria, mentre al largo le onde scure dell’oceano  avanzano verso la costa. La nebbiolina sospesa nell’aria avvolge questo posto fuori dal mondo, rendendolo ancor più misterioso e selvaggio. Qui la natura si esprime senza limiti, con tutta la sua forza. I gendarmi, che qui fan base nella loro minuscola casetta bianca, sono felici di poter conversare con qualcuno…interrompono la pesca (che qui fanno rigorosamente col solo filo, senza supporto di canna) per controllare i passaporti…e proporre il loro pesce essicato. Lasciamo l’oceano Atlantico e ci dirigiamo verso est seguendo anche se a distanza il fiume Cunene che fà da confine tra l’Angola e la Namibia, attraversando una zona desertica piatta dove affiorano le piante di Welvitschia Mirabilis che a centinaia si perdone all’orizzonte… negli anni piovosi sono coperte dall’altissima erba giallina.. si possono avvistare le rare Zebre di montagna, Orici, Springbok e struzzi. Le prime montagne di granito all’orizzonte delimitano il Parco Iona, alla cui uscita, Espinheira, ci attendono cordiali i ranger sempre più organizzati al controllo dell’area e orgogliosi del loro operato in questo Parco abbandonato per anni in seguito alla guerra civile che durò quasi 30 anni.  Pensione completa (pranzo a picnic, cena e pernottamento al campo).

8°, 9°, e 10° giorno: MOHIMBA – ONCOCUA
La regione del Cunene è caratterizzata da zone desertiche che si alternano ad altre più vedeggianti con acacie, welwitschia, albero bottiglia, commiphore, mopani epalme a ventaglio o makalani. Si attraversano piccoli villaggi popolati da svariate etnie, molto cordiali: Muchimba, Mukawana e Mudimba, etnie seminomadi, cugini tra loro che si distinguono dalle particolari acconciature e costumi delle donne. Ancora legate ad uno stile di vita tribale basato sulla pastorizia, convivono pacificamente in una dimensione quasi surreale, dove la semplicità e la natura scandiscono i ritmi delle giornate. Bambini e donne siedono davanti ai resti delle abitazioni portoghesi, poco più in là alcuni uomini fumano all’ombra di sparuti mopani. Giovani ragazze seminude mostrano con fierezza e fascino la loro bellezza. Collane, bracciali, pendagli, conchiglie sacre, pesanti cavigliere metalliche che variano a seconda della tribù di appartenenza: una inaspettata sfilata dove regnano il colore, la fantasia e le eleganti movenze. Pensione completa (pranzi a picnic, cene e pernottamenti al campo).

11° e 12° giorno: CUANAMA – CHIBIA – LUBANGO
Lasciamo i villaggi Mudimba e la regione del Cunene per dirigerci a nord lungo il nastro asfaltato che collega la Namibia a Lubango, la strada attraversa piccoli insediamenti caratterizzati da antiche abitazioni portoghesi -alcune in disuso- che testimoniano un passato florido. Arrivo nel pomeriggio a Lubango e sistemazioni in Hotel. Il giorno seguente escursione alla cascata di Hunguéria, una pista torturosa ci conduce alla cascata, strada facendo si incontrano donne Muhuila con le grandi trecce impastate e collari ornamentali di argilla coperti da innumerevoli perline. Visita della città di Lubango e al Cristo Rei che dall’alto della montagna domina sulla città. Escursione alla gola di Tundavala  (2150 m.)  che, con un salto di oltre mille metri sulla pianura sottostante, si affaccia sul Deserto del Namib: da quest’altura, si dice, venivano buttati i prigionieri durante gli anni cupi della guerra civile. Pernottamenti in Lodge in BB. Pranzi e cene liberi.

13° giorno:  VOLO DA LUBANGO
Trasferimento in aeroporto in tempo utile per il volo di rientro.

QUOTAZIONE INDIVIDUALE IN DOPPIA (2024): N$
Supplemento Camera Singola: N$

Nessuna tassa d’iscrizione

Nessun supplemento singola in tenda

Forniamo gratuitamente la tenda singola per chi condivide la camera doppia

La quotazione comprende:

– Accoglienza all’aeroporto di Lubango

– Trasferimenti da e per l’aeroporto di Lubango il 1° e il 13° giorno

– N° 3 pernottamenti in guesthouse/lodge a Lubango, n. 1 pernottamento a Namibie e nr. 8 pernottamenti al campo (wild camp)

– Trasporto in vetture fuoristrada (3/4 passeggeri + autista a seconda del tipo di auto)

– Trattamento di pensione completa durante tutta la spedizione, ad eccezione di Lubango e Namibe

– Tutto il materiale da campo, ad eccezione del sacco a pelo, del cuscino e degli asciugamani

– Guida parlante italiano durante il tour (da Lubango a Lubango)

La quota dei servizi a terra NON comprende:

– I voli internazionali

– I voli da Luanda a Lubango e da Lubango a Luanda

– Eventuali pernottamenti e pasti a Luanda

– I pranzi e le cene a Lubango e la cena a Namibe

– L’acqua (in bottiglia), alcolici e le altre bevande

– Le mance

– eventuale ingresso al Parco Iona (attualmente l’ingresso è circa Euro 40,00 per persona per i tre giorni, ma in futuro potrebbero esserci aumenti)

– ingresso alle pitture di Tchitundu Hulu (da concordare con il capo area)

– Il visto consolare online (attualmente abolito)

– L’assicurazione sanitaria (obbligatoria) e annullamento viaggio (facoltativa)

– Quanto non espressamente indicato ne “la quota comprende”

INFORMAZIONI UTILI

Gruppi: il numero massimo di partecipanti è 12

Mezzi di trasporto: vetture fuoristrada (3/4 passeggeri per auto + autista a seconda del tipo di auto utilizzata)

Materiale da campo: è interamente fornito dall’organizzazione, ad eccezione del sacco a pelo, cuscino ed asciugamano. Le tende misurano alla base mt 2.4 x 2.4 x altezza mt 1.50 /1.60, forniamo materassini confortevoli e bacinelle per lavarsi: ogni tenda, materassino e bacinella sono numerati per uso proprio durante tutto il viaggio. I campi vengono effettuati tra le dune o nel bush in posti lontani dai centri abitati o villaggi. Usufruiamo di tavoli e sedie per la colazione e la cena, mentre il pranzo sarà un pic-nic con pasti freddi. Utilizzo del frigo congelatore per i viveri. Lo staff si occuperà del montaggio e smontaggio del campo mentre voi vi occuperete della vostra tenda.

Bagaglio: deve essere limitato ad un max di 15 kg e SOLO in borsoni morbidi.

Mance: anche in Angola è una consuetudine comune, viene dunque attesa nei lodge e dagli autisti.

Disposizioni Sanitarie: è obbligatorio il certificato di vaccinazione contro la febbre gialla (l’Organizzazione Mondiale della Santà ha modificato il periodo di validità della vaccinazione a partire da Luglio 2016: da 10 anni a tutta la vita, senza necessità di richiami). Per quanto riguarda la malaria, la presenza della zanzara portatrice di malaria è stagionale (siamo in ambiente  desertico e semidesertico, le temperature lungo la costa nella sera possono essere fredde). Per informazioni dettagliate consigliamo vivamente di rivolgersi alla propria ASL.

N.B.: Per ragioni organizzative l’itinerario potrà essere effettuato in senso inverso. Se la situazione lo rendesse necessario altri cambiamenti potranno essere apportati sul posto dalla guida.